RIDEP – Registro Italiano Defibrillatori e Pacemaker

Il Registro Italiano Defibrillatori e Pacemaker (RIDEP) è stato incluso nell’ambito del RIPI come un nuovo filone d’indagine in considerazione del fatto che questi dispositivi rientrano nelle categorie a più alto impatto per la salute dei pazienti e per la spesa sanitaria per i dispositivi medici.

Infatti, i dispositivi utilizzati in tali interventi ricadono nella categoria “Dispositivi per funzionalità cardiaca” (J01) che, secondo il Rapporto sulla spesa rilevata dalle strutture sanitarie pubbliche del SSN per l’acquisto di dispositivi medici prodotto dal Ministero della Salute (Anno 2017), si è rivelata la seconda categoria di dispositivi medici tra quelle a più alta spesa, con un ammontare di circa 343 milioni di euro.

Obiettivo dell’implementazione del RIDEP sarà quello di organizzare un flusso informativo in collaborazione con l’AIAC (Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione) che ha acquisito nel settore un importante know how con i registri RIP (Registro Italiano Pacemaker) e RID (Registro Italiano Defibrillatori) attivi da oltre 30 anni. Tale flusso informativo permetterà di acquisire dati di tipo economico/amministrativo e al tempo stesso di avere una sorveglianza capillare sulla performance dei dispositivi e di acquisire dati di outcome clinico.

Per progettare correttamente il registro, è indispensabile conoscere la dimensione del fenomeno. Il primo passo sarà quindi quello di effettuare un’analisi dettagliata della letteratura scientifica attraverso le diverse basi di dati, con l’obiettivo di evidenziare se esistano a livello nazionale o internazionale registri analoghi, quali informazioni raccolgano e come siano organizzati.

Verrà inoltre effettuata la mappatura dell’attività di implantologia di defribrillatori e pacemaker a livello nazionale.

I risultati di queste attività saranno essenziali per definire la raccolta dati del RIDEP.